Identità artistiche: chi crea
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UN' ESTATE PER RICORDARE GABER
di Silvia Martino
GIORGIO GABER RIVIVE TRA NOI ATTRAVERSO I SUOI TESTI, SEMPRE ATTUALI
Il Signor G ci accompagna nelle prossime ondate di caldo e ancora insegna:
"LA LIBERTA' NON è UNO SPAZIO LIBERO, LIBERTA' è PARTECIPAZIONE"
Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, nasce a Milano il 25 gennaio 1939. La sua
carriera artistica inizia con il debutto al Santa Tecla, un locale alle
spalle del Duomo milanese, dove l'artista si esibisce con Adriano Celentano,
i Rocky Mountains ed Enzo Jannacci. Notato dal grande Mogol che gli diede la
possibilità di incidere il suo primo disco, l'ascesa dell'artista milanese è
inarrestabile. Noi ci soffermeremo su una parte della vita di Gaber, quella
che ha inizio negli anni Settanta, quando, giunto all'apice della sua
carriera, decise di abbandonare il mondo televisivo che fino a quel momento
gli aveva regalato grandi successi, per dedicarsi completamente al Teatro.
E' così che il signor G riesce ad entrare nel cuore del suo pubblico, come
mai era accaduto prima. Un grande artista capace di coinvolgere chi lo
ascoltava e chi lo guardava attraverso la sua fisicità, la gestualità,
l?inconfondibile voce. Un uomo fedele, coerente, capace di cogliere con
piacevole ironia ogni aspetto della vita.
Per questo motivo mi permetto di riportare qui di seguito il testo di una
canzone, a prima vista poco "impegnata", ma che io amo molto e che ben
evidenzia di Gaber lo spirito e l'eccezionale intuizione:
Lo shampoo
Una brutta giornata,
chiuso in casa a pensare,
una vita sprecata,
non c'è niente da fare,
non c'è via di scampo,
quasi quasi mi faccio uno shampoo.
Uno shampoo?
Una strana giornata,
non si muove una foglia,
ho la testa ovattata,
non ho neanche una voglia,
non c'è via di scampo:
sì, devo farmi per forza uno shampoo.
Uno shampoo? Sì, uno shampoo.
schhh... scende l'acqua, scroscia l'acqua calda, fredda, calda... giusta!
Shampoo rosso, giallo, quale marca mi va meglio... questa!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve...
La schiuma è una cosa buona, come la mamma,
che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco,
una mamma enorme, una mamma in bianco!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo...
Seconda passata.
Son convinto che sia meglio quello giallo senza... canfora!
I migliori son più cari perchè sono anti... forfora!
Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve,
sembra panna, sembra neve...
La schiuma è una cosa sacra, è una cascata di latte,
che assopisce questa smania tipica italiana,
è una cosa sacra: come una vacca indiana!
Sciacquo, sciacquo, sciacquo...
Fffffff... Fon!
Un testo che qualcuno potrebbe inserire in un'antologia di letteratura
italiana tra un Palazzeschi e un Marinetti, una sorta di poesia nata come
puro divertimento, fatta di semplici, ma geniali accostamenti, di parole che
hanno un valore onomatopeico, di suoni.
Il 1° gennaio 2003, a seguito di una lunga malattia, Giorgio Gaber si spegne
nella sua casa di Montemagno. Questo il suo testamento, la sua ultima
canzone, il brano che ha chiuso i suoi funerali:
Non Insegnate ai bambini
Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.
Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura.
Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di un'antica speranza.
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.
Nessun commento.

A più di un anno dalla sua morte, molti sono i Teatri Italiani che si stanno
impegnando nel ricordarlo, perchè riviva ancora tra il suo pubblico. Da non
perdere è la prima edizione del "Festival del teatro canzone Giorgio Gaber",
organizzato alla Cittadella di Viareggio dal 19 al 25 luglio, dove, sotto la
conduzione di Enzo Iacchetti, si alterneranno sul palco 10 artisti, ognuno
dei quali andrà riproponendo quell' " alternanza di canzoni, monologhi e
solitudine scenica" (M.L.Fegiz) tipici dell'artista milanese e giudicati da
una giuria presediuta da Sandro Luporini, nome importante nella vita di
Gaber.
Poichè l'articolo è agli sgoccioli e in questo mese molti Italiani andranno
alle urne (sono ottimista), mi permetto di concludere citando il signor G:
"La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un'opinione, la libertà non
è uno spazio libero, libertà è PARTECIPAZIONE"
A chi è interessato e volesse saperne di più :
www.giorgiogaber.org
www.giorgiogaber.it , il sito dell'Associazione Culturale Giorgio Gaber
E anche: http://laszlokovacs.interfree.it/Gaber.html, dove sono raccolte da
un certo 'Laszlo' diversi scritti su Gaber.
"...Libertà è partecipazione?" Date sfogo ai vostri pensieri, basta cliccare
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